domenica 13 gennaio 2013

La gallina chiacchierona


Nel cortile di un borgo in una valle attraversata da un fiume viveva una gallina che aveva l’abitudine di fermarsi spesso a fare due chiacchiere con gli altri animali frequentatori del cortile. Ogni volta che si fermava con qualcuno di essi cominciava a parlare, parlare, parlare senza mai fermarsi.
Con il bue si lamentava dell’asino cui attribuiva le più grosse malefatte, raccontava che il povero ciuchino era solito ragliare a tutte le ore e disturbava il riposo di tutti; alla pecora raccontava che la capretta ogni volta che si recava all’abbeveratoio saliva sui bordi della vasca sporcandola di sterchi; all’asino a sua volta sparlava del bue e cosi alla capretta sparlava della pecora in un giro vizioso che non risparmiava nessuno per il semplice piacere di dare sfogo alla sua insaziabile fame di bla-bla.bla.
Fu cosi che un giorno, avendo sparlato di tutti e non avendo più nessuno con cui soddisfare il suo insaziabile bla-bla-bla tornò dal maiale che fino a qualche tempo prima era stato bersaglio preferito e per farsi bella cominciò ad inventare e a raccontare, raccontare e inventare presunte maldicenze di altri nei confronti del suino, facendo andare su tutte le furie la povera bestiola che cominciò a correre per tutto il cortile come una bestia impazzita.
Morale: il chiacchiericcio come le bugie nonostante abbiano le gambe corte rischiano sempre di far saltare le coronarie a qualcuno.

sabato 12 gennaio 2013

Il quizzone borghigiano: chi è la malalingua che calunnia un noto blog cittadino?



La malalingua in questione sono io: Tonino Ditaranto, colui che si è macchiato della colpa di esprimere un proprio parere personale sul blog in questione niente poco di meno che ad una persona facente parte della redazione dello stesso Blog e a nessun altri sino a questo momento: sfido chiunque a dimostrare il contrario.
L’altra mia colpa: aver detto chiaramente cosa pensa a uno dei diretti interessati che da un pò di tempo a questa parte il blog in questione ha modificato il tiro nei confronti dell’amministrazione comunale.
Pensiero tutto mio personale che può essere sempre smentito.
Centra il cemento? Non lo so, fatto sta che personalmente ritengo che l’attuale amministrazione ha proseguito sugli stessi modelli di quelle precedenti;
Centra nel mio caso la partigianeria? Si sono di sinistra ed è risaputo, fatto sta che in più occasioni proprio da sinistra mi sono venute critiche quando ho preso le difese o fatto elogi a questa amministrazione.
Cosa centra allora? Non saprei; posso solo dire che non è nel mio costume nascondermi dietro ad un dito e se devo muovere critiche di sorta a qualcuno lo faccio sempre guardando negli occhi colui a cui mi voglio rivolgere.
Mi si accusa di essermi adattato ai peggiori costumi del Borgo; strano io di costumi del Borgo ne ho visti tanti e in tutta onestà ho imparato ad apprezzare i borghigiani per le tantissime loro qualità, quindi se qualcuno è al corrente di costumi diversi forse in questo caso riguardano una stretta cerchia di proprie frequentazioni. Una cosa ad esempio di cui non ero a conoscenza l’ho imparata oggi: non puoi fare una semplice chiacchierata con una persona che dopo dieci minuti te ritrovi scritta su di un blog.
Messaggio percepito: anche io devo stare attento alle persone che frequento.
Tonino Ditaranto

Colpita e affondata


colpita e affondata

nella foto una nave pirata colpita e affondata nel mare dei caraibi

venerdì 4 gennaio 2013

E SEL si inventa le secondarie.


Decine di migliaia di cittadini vicini a Sinistra Ecologia e Libertà si sono recati domenica 30 dicembre scorso alle urne per scegliere i propri rappresentanti nelle liste per le prossime elezioni politiche del 24 febbraio; grande dimostrazione di democrazia per il popolo vendoliano, non fosse per il fatto che non a tutti era data la possibilità di partecipare alla competizione ma solo ad un ristretto numero di persone scelte dall’assemblea regionale. (il PD su questo si è dimostrato molto più aperto avendo dato a tutti la possibilità di partecipare alle primarie dietro presentazione di un numero congruo di firme) Quello che però maggiormente stupisce nel partito di Vendola è il fatto che nonostante ci sia stata una scelta elettorale, sia pure su nomi indicati dalle assemblee regionali, a conti fatti coloro che hanno vinto le consultazioni tra il popolo di SEL e che avevano tutti i sacrosanti diritti di entrare in una lista seguendo il numero delle preferenze espresse, si sono visti invece scalati di posto in una competizione dove l’ordine della lista è decisiva, per fare posto a persone indicate dalla direzione nazionale e che non hanno partecipato ad alcuna consultazione preventiva.
Chissà come si sarà sentito defraudato il povero Giovanni Paglia, coordinatore regionale in Emilia Romagna di SEL, vincitore delle primarie del 30 dicembre, quando ha appreso di non essere più lui il capolista ma al suo posto, imposto dall’alto, un tal Ciccio Ferrara, già discusso personaggio ai tempi di Rifondazione per la sua natura arrampicatrice?
Ora, se tali comportamenti possono essere in qualche modo tollerati in partiti di una certa consistenza come il PD, dove il numero degli eletti risulta essere abbastanza consistente, in un partito dove per bene che vadano le elezioni gli eletti saranno poche decine di persone, imporre dei capolista dall’alto vuole dire decidere in anticipo chi saranno i futuri deputati e senatori, alla faccia della tanto decantata democrazia e della regola di una testa un voto , a meno che lo staff organizzativo di SEL non abbia sbagliato a scrivere nel momento in cui sono state indette le primarie e erroneamente abbiano scritto “PRIMARIE AL POSTO DI SECONDARIE”.

giovedì 3 gennaio 2013

Cambiare si può continua a perdere pezzi pregiati



  • Qui di seguito il messaggio che Paul Ginsborg ha inviato ai promotori di "Cambiare si può" e ad i compagni di Alba. Lo ringraziamo comunque per il suo impegno e per le sue parole franche e sincere.

    «Carissime amiche e carissimi amici,

    Ho voluto aspettare qualche giorno primo di intervenire per riflettere un po’ su quello che è accaduto. Devo prima di tutto ringraziare Chiara Sasso (che ha scritto un pezzo memorabile che merita un posto d’onore in qualsiasi antologia degli scritti della società civile), ma anche Marco Revelli e Livio Pepino per tutto quello che hanno fatto in questi giorni. Hanno rappresentato benissimo i nostri desideri, le nostre richieste e i nostri sogni.

    Più che rifletto, più sono convinto che non è successo nulla di particolarmente grave. Abbiamo voluto provare – noi di ALBA ma anche tante altre e altri – a dar vita a una lista di cittadinanza politica (Cambiare si può). Sapevamo già in partenza le enormi difficoltà di un’impresa simile – pochissimo il tempo, zero i soldi, poco il capitale umano, l’unico vero leader della società civile, Maurizio Landini, indisponibile per ragioni più che legittimi. Che sorpresa - è andato male.

    Le ragioni sono tante e un giorno, quando i spiriti bollenti si calmeranno, forse si potrebbe abbozzare una piccola storia di questo tentativo. Ma adesso le priorità sono altre. 60% di coloro che hanno votato nel referendum di Cambiare si può hanno espresso il desiderio di continuare nella trattativa con Ingroia.

    Lascio a parte la strana composizione dell’elettorato del referendum e l’improvvisa e massiccia presenza di Rifondazione comunista in quello che doveva essere per definizione un appello e una lista non-partitici (almeno io l’avevo capito così, ma forse sbagliavo). Non ha importanza. È del tutto evidente che i rappresentanti del ‘SI’ devono andare avanti e in tutta fretta, rivedere Antonio Ingroia e fare il loro meglio per creare una lista più decente possibile.

    Io voterei quella lista e consiglierò di votarla (per quanto valga la mia opinione). Ma lo farò con la piena consapevolezza che non è la cosa per cui mi sono battuto in questi mesi. Non ho nulla contro coloro che vogliono continuare con Cambiare si può. Ci mancherebbe altro. Ma non mi riconosco più in quel progetto e insieme a me penso la maggioranza dei promotori della lista stessa. Alla luce di quest’ultima constatazione, mi permetto di fare un solo suggerimento – forse per chiarezza sarebbe meglio scegliere un nome diverso da ‘cambiare si può’, per segnalare una nuova partenza. Ma questo non dipende più da me.

    In ogni caso lavoreremo insieme. E col tempo questo passaggio, che oggi sembra una sconfitta amara, può rivelarsi tutt’altra cosa.

    Adesso sento l’urgenza politica di riprendere al più presto possibile il lavoro di ALBA sul territorio, nelle lotte anti-liberiste e nel regno delle idee, e mi trovo in piena consonanza con il messaggio mandato in giro qualche giorno fa da Simona Repole di Livorno.

    Un abbraccio forte per il nuovo anno da Paul»

mercoledì 2 gennaio 2013

Sasso, Pepino, Revelli rimettono il mandato

CHIARA SASSO - LIVIO PEPINO - MARCO REVELLI
SULL'ESITO DELLA VOTAZIONE TELEMATICA

la consultazione telematica tra coloro che hanno aderito a “Cambiare si può” circa l’opportunità di proseguire nell’iter di formazione di una lista comune (oggi, dopo la presentazione del simbolo, “lista Ingroia”) si è conclusa alle 24.00 del 31 dicembre. Hanno votato 6.908 su circa 13.200 aventi diritto al voto: i SI sono stati 4.468 (64,7%%), i NO 2.088 (30,2%%) gli astenuti 352 (5,1%%).
Il risultato è dunque chiaro, e richiede una pronta attuazione. Tenendo conto di tre elementi di fatto:

1. "Cambiare si può" non è, non è mai stato, non ha mai voluto essere un soggetto politico. Le 70 persone che hanno sottoscritto il documento iniziale proponevano una "cornice" comune per la formazione di una lista elettorale di "cittadinanza politica attiva". Quel progetto non si è realizzato e resta quindi nel suo stato originario di proposta politica e organizzativa da approfondire in futuro.

2. Parallelamente a quel progetto si è sviluppata una iniziativa che ha portato alla presentazione della “lista Rivoluzione civile" o “lista Ingroia”. La consultazione telematica tra gli aderenti a “Cambiare si può” ha dato una indicazione nettamente maggioritaria nel senso della opportunità di continuare a interloquire con tale lista al fine di vedere in essa rappresentate, almeno parzialmente, le istanza sottese al progetto di “Cambiare si può”. A ciò occorre procedere al più presto.

3. Il nostro mandato si è concluso e per quanto ci riguarda non è rinnovabile. Era stato deciso in assemblea il 22 dicembre e comprendeva la presa di contatto e la “trattativa” fino al 28 dello stesso mese, nonché la verifica telematica delle “regole” (cosa che appunto si è appena conclusa). Non abbiamo d’altra parte mai nascosto la nostra opzione negativa rispetto alla questione sottoposta al voto, e non crediamo che esistano uomini e donne “per tutte le stagioni”. Pur prendendo doverosamente atto della volontà della maggioranza riteniamo che ad avviare i nuovi colloqui debba essere un diverso “gruppo di contatto” che abbia condiviso la posizione prevalente. Esso avrà il difficile compito di presidiare i punti già acquisiti nei precedenti colloqui, e in particolare gli elementi di programma sottolineati nella prima mozione del 22 (rimessa in discussione del fiscal compact e delle politiche di austerità imposte dall’Europa; rifiuto della logica delle grandi opere a cominciare dal TAV; politiche del lavoro e dei relativi diritti; difesa e rilancio del welfare e della laicità e pubblicità della Scuola e dell’Università; taglio della spesa militare, cancellazione delle missioni militari all’estero e politica della pace; politiche di accoglienza e dei diritti dei migranti) e di limitare al massimo i danni sul versante delle pratiche di formazione delle liste, sostenendo il metodo della piena pubblicità e territorialità dei processi e delle scelte.