giovedì 28 aprile 2011
domenica 24 aprile 2011
Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso!!
Antonio Gramsci guardava lontano quando scrisse questa frase, forse pensava già ai tempi nostri, alla rassegnazione che leggiamo negli occhi dei giovani, ma anche dei meno giovani, negli occhi di coloro che hanno perso un lavoro, di quelli che un lavoro non l’hanno mai avuto, di coloro che un lavoro ce l’anno ma vivono nell’eterna insicurezza di non poter arrivare alla terza settimana del mese, di coloro che una volta potevano essere ritenuti categorie benestanti, ma che vivono anch’essi questa sorta di precariato sociale che ormai accomuna milioni di persone nella grande categoria dei poveri o degli impoveriti.
La rassegnazione è una brutta malattia, ci toglie la voglia di reagire, quella di vivere, porta i nostri figli a chiudersi e perdersi per ore davanti ad una tastiera perché ormai resi incapaci, dalla loro insicurezza, di tessere qualunque rapporto umano.
Rassegnazione quindi, ovvero rinuncia alla lotta, accettare impotenti la sconfitta.
Scrivo queste mie considerazioni questa notte, che è la notte di Pasqua, notte importante per i tanti credenti, la notte che segna il passaggio dalla paura alla speranza, dall’essere morti dentro al ritornare a vivere, e faccio queste considerazioni dopo aver trascorso anche ieri, buona parte della mia giornata con Elena, come spesso accade ormai da diversi mesi a questa parte.
Quando a gennaio scorso per primo ai miei compagni e successivamente agli altri partiti della coalizione della sinistra proposi la candidatura di Elena Francani a Sindaco di Salsomaggiore Terme, forse neanche io ci credevo veramente e non credevo saremmo arrivati a questo punto.
Ho visto però crescere quotidianamente in lei la voglia di combattere, reagire sempre dopo ogni momento di sconforto con una voglia più grande di portare il suo attacco ai mulini a vento, l’ho vista risorgere anche quando tutto sembrava perduto, quando le logiche del palazzo prendevano il sopravvento, anche quando una parte dei suoi compagni si è persa per strada.
Di qui il riferimento alle parole di Gramsci. Non si può accettare con rassegnazione la sconfitta senza lottare, si può anche perdere, ma ognuno di noi ha il dovere di non mollare fino alla fine.
Oggi intorno ad Elena vediamo crescere la speranza, decine di persone ci fanno giungere il loro messaggio di rivalsa, in ognuno di loro, nei loro occhi leggiamo la richiesta espressa dall’animo, di un reale cambiamento, che fanno di Elena l’unica candidata veramente credibile, fuori dalle logiche, non legata alle lobbies che hanno fatto della politica lo strumento del malaffare. Noi ed Elena crediamo ancora nella politica, in quella al servizio dei più deboli, in quella che sa parlare alle persone, perché prima di farlo ha imparato ad ascoltare la gente.
Non sappiamo ciò che succederà il 15 maggio, ne pretendiamo di avere la bacchetta magica per risolvere i problemi, questo è un compito che ci deve vedere tutti uniti per l’obbiettivo comune, ma qualunque sarà il risultato a noi piace pensare che questa nostra avventura ribelle, in qualche modo avrà seminato nel cuore di tanti, l’idea che non bisogna mai arrendersi rinunciando a lottare.
Tonino Ditaranto
domenica 27 marzo 2011
Si possono svendere gli ideali in cui si crede?
Datemi un'ideale, lo farò crescere e conquisterò il mondo. Non so se qualcuno l'abbia mai detto, ma quanta verità può esserci in una frase del genere?
Forse in altri tempi qualcuno avrebbe potuto anche crederci, forse non avrebbe conquistato un mondo, ma parte di esso sicuramente. Ai giorni d'oggi sembra che le idee non conquistino più neanche coloro che le professano. Ti puoi spendere per anni per professare un idea, per scoprire che quando si arriva al momento di metterla in pratica, la pancia passa al primo posto e anche gli ideali in cui hai creduto se ne vanno a puttana.
Forse sono io ad essere cosi idealista per alcuni, stupido per altri, per entrambi comunque uno che non ha i piedi per terra.
Ma cosa vuol dire avere i piedi per terra? vuol dire forse accettare che altri pensino e decidano per te? che tu debba forse sottostare ai voleri di altri senza poter dire la tua perchè tanto è tutto deciso?
Se questo vuol dire avere i piedi per terra, io preferisco volare e avere non solo i piedi, ma anche la testa tra le nuvole, perchè solo l'uomo che pensa con la propria testa e cammina con i propri piedi non si renderà mai schiavo.
Forse in altri tempi qualcuno avrebbe potuto anche crederci, forse non avrebbe conquistato un mondo, ma parte di esso sicuramente. Ai giorni d'oggi sembra che le idee non conquistino più neanche coloro che le professano. Ti puoi spendere per anni per professare un idea, per scoprire che quando si arriva al momento di metterla in pratica, la pancia passa al primo posto e anche gli ideali in cui hai creduto se ne vanno a puttana.
Forse sono io ad essere cosi idealista per alcuni, stupido per altri, per entrambi comunque uno che non ha i piedi per terra.
Ma cosa vuol dire avere i piedi per terra? vuol dire forse accettare che altri pensino e decidano per te? che tu debba forse sottostare ai voleri di altri senza poter dire la tua perchè tanto è tutto deciso?
Se questo vuol dire avere i piedi per terra, io preferisco volare e avere non solo i piedi, ma anche la testa tra le nuvole, perchè solo l'uomo che pensa con la propria testa e cammina con i propri piedi non si renderà mai schiavo.
mercoledì 9 marzo 2011
Petizione popolare
A Fidenza lo sport non è più per tutti!
Sabato 12 marzo, in Piazza Garibaldi a partire dalle 16.30, le forze del Centro-Sinistra di Fidenza lanciano una pubblica raccolta di firme per chiedere all’Amministrazione Comunale di ripristinare la gratuità dell’utilizzo degli impianti per la pratica dello sport giovanile a Fidenza.Invitiamo tutti i cittadini a sottoscrivere la richiesta!
Partito Democratico
Italia dei Valori
Sinistra Ecologia Libertà
Federazione della Sinistra
Città Aperta
martedì 8 marzo 2011
lunedì 7 marzo 2011
Linguine al polipo
Fate soffriggere in una pirofila di ampie dimensione due cucchiai di olio extra vergine di oliva con uno spicchio d’aglio schiacciato e abbondante peperoncino, appena l’aglio comincerà a dorare buttatevi dentro il polipo, lavato, asciugato e fatto a pezzetti di due centimetri.
Il polipo possibilmente di almeno due chili, perché a differenza di quanto si crede, i polipi più grossi sono i più teneri e squisiti.
Quando il polipo comincia a buttare fuori la propria acqua, innaffiate con un bel bicchiere di vino bianco fermo, lasciate cuocere per cinque-sette minuti e versatevi qualche cucchiaiata di polpa di pomodoro e continuate la cottura per un’ora circa, regolando di sale.
Fate cuocere le linguine in abbondante acqua salata, scolate al dente e condite con il sugo di polipo.
A questo punto manca l’ingrediente principale per dare il gusto ineguagliabile al piatto: la compagnia dei conviviali, che deve essere variegata, armoniosa, divertente e trasparente.
Risultato, splendida serata in compagnia, scarpetta finale e rabbia dei soliti piazzisti che due mesi dopo continueranno a parlarne perché hanno perso un piatto cosi prelibato
Appuntamento alla prossima ricetta: orecchiette al tegamino alla materana, con succulenta salsiccia fresca lucana avvolta da mozzarella filante, per buona pace di coloro che mai sapranno apprezzare e gustare la prelibatezza di un piatto, per il semplice fatto che il veleno della propria bile rende amaro qualunque sapore.
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