domenica 8 settembre 2013

Fidenza, cronaca di un qualunque venerdì sera di fine estate

Fidenza, cronaca di un qualunque venerdì sera di fine estate.
Le 9 e un quarto di sera, ho appena finito di cenare e in casa l’afa ti soffoca nonostante le finestre completamente spalancate nell’appartamento dove abito all’ottavo piano; decido di fare due passi e piano piano mi avvio verso San Michele e svolto in via Berenini.  Seduti alle scale delle Orsoline due ragazzi fumano una sigaretta prima di rientrare nei locali dello stabile dove stanno lavorando agli ultimi ritocchi di una mostra. Via Berenini un deserto, pure l’insegna spenta del bar dove di solito mi fermo a comprare le sigarette; cosi fino in Piazza dove alcuni avventori siedono sulle panchine e altri, non tanti, occupano i tavolini del caffè nuovo sorseggiando una bibita e godendosi quel filo di aria che solitamente soffia in piazza Garibaldi.
Ciao Gian, sei fuori? Ti aspetto all’obelisco. Intanto che il mio amico mi raggiunge mi fumo una sigaretta e osservo l’unica persona che non abbia una faccia conosciuta che con il telefonino scatta qualche foto al palazzo del comune e ai portici vicini.
Dai, facciamo due passi, allunghiamoci fino allo Scarlet.
Via Cavour è la fotocopia di via Berenini, dire che non ci fosse neanche un cane sarebbe sbagliato, perché di fatti un cane che il padrone aveva portato fuori per fare i bisogni lo abbiamo trovato.
Davanti allo scarlet un nutrito gruppo di ragazzi, qualche decina, staziona con una birra tra le mani; niente rispetto alla sera precedente quando la piazza era piena in occasione dello spettacolo di un gruppo di ragazzi che fa laboratorio teatrale. Ci rendiamo conto subito di essere fuori luogo, tra noi e i presenti passano abbondantemente almeno un paio di generazioni, cosi quasi delusi riprendiamo la strada del ritorno verso la piazza.

Gian osserva che in piazza un po di movimento in effetti ci sia, mi guardo intorno, si gli rispondo, peccato solo che gli unici due italiani presenti siamo io e lui, un fidentino e un terrone divenuti per caso o forse per scelta parte dell’arredo urbano del centro.

3 commenti:

La Claretta ha detto...

Tonino, tu, Gian, Pierre, grandi frequentatori di Piazza Garibaldi, vi siete chiesti il perchè di tanto disertare, da parte dei fidentini? Se siete riusciti a darvi una risposta chiedo il favore di farmene partecipe, perchè quattro teste fan più di una.

Ambrogio ha detto...

Rispondere a "perché i fidentini disertano" è difficile e spesso si cade in luoghi comuni. Più abbordabile arrivare ad una risposta se ci chiede "quando i fidentini riempiono piazza e vie?".

Pierre Barilli ha detto...

Ossignur...Claretta, che ti devo dire? Non c'è un perché, le ragioni sono tante, una ad esempio è quello che stiamo facendo adesso, online. Ma non mi convince la retorica del si stava meglio quando si stava peggio... poi, se ritorno indietro con la memoria, mica è vero che la piazza di venerdì dopo cena fosse granché frequentata. A parte che l'isola pedonale per la piazza è arrivata negli anni 80, prima non era interdetta alle auto e c'era il senso unico verso Piacenza con il semaforo all'incrocio di Santa Maria ...
Comunque, semmai la differenza tra ieri e oggi sta nei bar, della piazza o meno, che rimanevano aperti dopo cena... poi, a pensarci, oggi i bar rimangono aperti dopo cena sono proprio quelli della piazza.
Altro? Si, c'è anche la possibilità che in quest'epoca di decadenza amiamo atmosfere di tempi passati che enfatizziamo e pettinadole nostro piacere...ma questa è altra storia...