lunedì 15 novembre 2010

LAVORI IN CORSO


APPARLAMENTO IN RISTRUTTURAZIONE

A quanti di noi capita di ristrutturare il proprio appartamento?, lo si fa con una ristrutturazione generale, o anche con degli interventi specifici, camera per camera, a secondo delle disponibilità finanziarie, o anche per il semplice fatto che un ambiente non piace più e allora si decide di cambiarne gli aspetti.
Si può ristrutturare solo la sala, o anche soltanto il bagno o la camera da letto, o più semplicemente cambiare i mobili e la carta da parati.
Operazioni queste di normalissima amministrazione.
Cosi il nostro caro Presidente del Consiglio, di punto in bianco, alzandosi un bel mattino decide che sia arrivata l’ora di procedere alla ristrutturazione parziale di una delle sue tante case, e ha deciso che l’attenzione del suo intervento debba riversarsi sul suo APPARLAMENTO di Roma, ma dal momento che l’unico ambiente che a lui non sta bene, pare sia la camera che si affaccia su Montecitorio, allora intende procedere al solo riammodernamento di tale ala, lasciando intatto quella che si affaccia su Palazzo Madama.
Una sola curiosità sig Presidente, ma per tale ristrutturazione intende avvalersi dei fondi previsti per il terremoto di L’Aquila o di quelli della recente alluvione in Veneto?
Fin qui il lato scherzoso del mio intervento, anche perché se ci pensiamo bene sulla vicenda dello scioglimento di una sola Camera, c’è solo da piangere e nulla da scherzare.
Non sono mai entrato nelle vicende personali del Sig. Berlusconi, e non lo farò adesso, sono altre le sedi preposte per discutere di quelle questioni. Ma quando il Presidente del Consiglio tira fuori la trovata dello scioglimento della Camera dei Deputati lasciando inalterato il Senato, a mio avviso si apre una questione di carattere Costituzionale e che ci rende ancora una volta ridicoli agli occhi del mondo intero.
Il Parlamento Italiano è stato concepito in questo modo dai nostri Padri Costituenti, affinché le due camere possano lavorare in simbiosi, ed ognuna possa avere una funzione di controllo politico sull’altra.
Decine di Governi sono caduti perché in uno soltanto dei due rami era venuta meno la fiducia, ultimo quello di Prodi, dove vennero meno i numeri al Senato e non alla Camera, ma nessuno fino ad ora aveva mai pensati che si potesse procedere allo scioglimento di una sola Camera a piacere delle proprie aspettative. Un governo o ottiene la fiducia di entrambe le Camere, o va a casa e se non ci sono i presupposti per la formazione di un nuovo Governo, il Parlamento per intero viene sciolto e si torna alle urne.
Egr. Sig. Presidente del Consiglio, un po’ più di rispetto per il ruolo che ricopre, glie lo chiedono gli Italiani, ma gli lo chiedono anche i suoi stessi elettori, che vorrebbero vederLa governare in virtù di numeri e non di escamotage.
Tonino Ditaranto

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