sabato 8 settembre 2012

Inceneritore di Parma:La coerenza nella propria incoerenza del coordinatore regionale di SEL

Da Parmadaily riprendiamo la seguente dichiarazione di Giovanni Paglia:

"06/09/2012
h.14.30
Non abbiamo naturalmente alcun problema a rispondere alle sollecitazioni del GCR sull'inceneritore di Ugozzolo, nonostante riteniamo che la nostra posizione sia nota e condivisa con la Federazione di Parma di SEL.
Non siamo mai stati favorevoli alla realizzazione dell'impianto, che riteniamo una risposta superata al tema dello smaltimento dei rifiuti.
Non abbiamo tuttavia l'abitudine di fare ai cittadini promesse irrealizzabili, ed è per questo che abbiamo fatto una proposta di riduzione del danno, che attraverso un diverso piano dei rifiuti e una serrata trattativa con Iren potesse portare a un utilizzo ridotto dell'inceneritore e quindi a un suo superamento.
Il M5S ha fatto una diversa valutazione e si è impegnato a spegnere l'impianto prima della sua accensione. Ora è chiaro che la responsabilità di rispettare l'impegno è solo sua, avendo a disposizione tutti gli strumenti amministrativi che in campagna elettorale riteneva di poter usare.
Se lo farà, saremo i primi a congratularci, anche se riteniamo che non siano utili all'obiettivo né i continui proclami a mezzo stampa, nè le cene clandestine coi primi responsabili del forno.
Altra cosa è l'intervento della Procura, che rispettiamo nella sua autonomia, come sempre facciamo con la magistratura.
Se rinverrà ipotesi di reato, i responsabili pagheranno. In caso contrario, il nostro giudizio su una scelta politica sbagliata non cambierà di un millimetro.
Il gruppo SEL/Verdi dell'E/R è il primo depositario di una proposta di legge popolare regionale volta a superare una volta per tutte sistemi di smaltimento obsoleti, a favore del recupero e riciclaggio dei materiali.
Su questa materia, come si vede, riteniamo di avere molto da imparare, ma nessuna lezione da prendere. "

Giovanni PagliaSinistra Ecologia Libertà - Emilia-Romagna
Coordinatore Regionale


 
Non c’è che dire,a  Giovanni Paglia, coordinatore regionale di Sinistra Ecologia Libertà Emilia Romagna, va dato atto di essere uno dei pochi uomini politici ad essere “coerente”, anche se in questo caso la coerenza è verso la propria incoerenza.
Su una cosa ha ragione, SEL non è mai stato d’accordo con l’inceneritore di Parma, ma questo riguardava solo il congresso provinciale che aveva approvato un apposito documento, ma di sicuro non riguardava lui o i propri dirigenti parmigiani che alla faccia di quanto aveva sostenuto il congresso, si sono precipitati a fare accordi con quel PD parmigiano e il loro candidato sindaco, tal Vincenzo Bernazzoli, presidente della provincia che dell’inceneritore aveva fatto un suo cavallo di battaglia e che i cittadini parmigiani hanno deciso giustamente di bocciare alle scorse elezioni compreso i suoi reverenziali alleati.
Ci fa piacere ascoltare oggi dalla bocca di Paglia che SEL è contraria al forno di Ugozzolo, speriamo solo sia la definitiva presa di posizione e che non vi siano altri ripensamenti a secondo del vento che tira nel palazzo dei bottoni.
Tonino Ditaranto

Salsomaggiore:giochetti di bassa Lega per mandare a casa il Sindaco della Lega


Giochetti di bassa lega per mandare a casa il Sindaco della Lega!
Che Carancini dovesse andare a casa questo era evidente da tempo, quindici mesi di amministrazione, attraversati da continui litigi nella maggioranza non potevano non farci prevedere una anticipata fine di una giunta che sin dai primi tempi si era dimostrata incapace ad affrontare la miriade di problemi, primo tra tutti quello relativo alle Terme di Salso e Tabiano, ereditati dalla sciagurata gestione dell’amministrazione spendacciona precedente.
Quello che però non potevamo prevedere è che la fine di Carancini avvenisse a seguito di giochetti, sia pur legali, che a mio avviso rimangono di bassa lega e di autentica scorrettezza politica.
Un sindaco va a casa perché non ha più la fiducia della propria maggioranza, e le ripetute volte in cui l’amministrazione è andata sotto, più le dimissioni di Lupo Barral dalla carica di vice Sindaco sarebbero dovute bastare per  far si che con un atto di dignità politica lo stesso Carancini ne prendesse atto e arrivasse autonomamente alle proprie dimissioni. Cosi non è stato ed ecco quindi il ricorso al meccanismo delle dimissioni in massa dei consiglieri comunali appartenenti a gruppi politici completamente diversi nelle loro argomentazioni che pur di raggiungere un proprio scopo non disdegnano di arrivare ad accordi sottobanco.
La cosa che suona veramente strana è il fatto che ai consiglieri del PD, del PDL e dell’UDC, notoriamente propensi a questo tipo di giochetti questa volta si sia aggiunto tal Crinò del movimento 5 stelle che a quanto pare a dispetto delle notorie dichiarazioni del movimento circa il rifiuto di accordi con i partiti della vecchia politica, questa volta anche lui ha partecipato all’accordo.
Meditate gente, meditate

venerdì 7 settembre 2012

Salsomaggiora: finita l'era Carancini

Si è chiusa questa sera la breve parentesi salsese del Sindaco leghista Carancini, durata poco più di 15 mesi.
Carancini che aveva vinto il ballottaggio nel maggio del 2011 alle amministrative di Salsomaggiore Terme è stato letteralmente mandato a casa dalle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali, opposizione più il gruppo di maggioranza facente capo al vice sindaco Lupo Barral che già nella giornata di ieri aveva rassegnato le sue dimissioni, determinando in questo modo lo scioglimento del consiglio comunale.
Una parentesi quella di Carancini che per quindici mesi ha paralizzato la vita amministrativa salsese e la messa in cassa integrazione di decine di operatori delle terme, senza che in questi mesi sia stato in grado di dare una minima risposta alla disastrosa situazione economica salsese.

mercoledì 5 settembre 2012

Consiglio comunale: la casa di tutti non un teatrino per pupi siciliani


Consiglio comunale: la casa di tutti non un teatrino per pupi siciliani
'Nu rre, 'nu maggistrato, 'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt' 'o punto
c'ha perzo tutto, 'a vita e pure 'o nomme
tu nun t'he fatto ancora chistu cunto?
Il grande Toto recitava cosi nella sua più celebre composizione poetica “ A Livella”, le stesse parole della prima parte della frase potrebbero essere perfettamente usate per ricordare ai consiglieri comunali che varcando l’uscio della sala consiliare si cessa di essere ciò che ognuno è e rappresenta nella propria vita privata e si assume un ruolo di responsabilità collettiva dovuto ai voti dei cittadini che li hanno scelti per rappresentarli nella massima istituzione della vita cittadina.
Venire meno a quel ruolo e continuare a vestire i panni del proprio ego portando all’interno del consiglio rancori e diatribe che nulla hanno a che vedere con la vita cittadina ma solo uno stupido ed inutile inseguire delle vendette personali, non solo offende la dignità del Consiglio Comunale, ma anche l’intelligenza di tutte le persone che dai consiglieri comunali nell’esercizio delle proprie funzioni si aspettano comportamenti tali da poter divenire esempi da seguire e che ispirino fiducia nelle Istituzioni da parte delle nuove generazioni.
Quello che è successo negli ultimi mesi durante diverse sedute del Consiglio Comunale di Fidenza non merita alcun commento da parte mia, le immagini su You tube e le ricostruzioni giornalistiche parlano da sole, io a mia volta, da libero cittadino che ha contribuito con il proprio voto alla formazione di questo Consiglio Comunale, avverto il grande desiderio di rivolgere a tutti i consiglieri comunali un appello affinchè cessino le disgustose manifestazioni di intolleranza reciproca e mancanza di rispetto e si torni ad un civile confronto politico, sia pure aspro nell’espressione del proprio pensiero ma che mai deve sconfinare nell’ingiuria e nella diffamazione del proprio avversario politico che rimane pur sempre un uomo o una donna che fuori dal Consiglio Comunale ha una propria famiglia, un proprio lavoro, una propria rispettabilità.
Tonino Ditaranto

mercoledì 1 agosto 2012

Quando la macchinetta per il pagamento del tiket ti mangia i soldi

Cosa succede se una persona dopo aver pagato il tiket per una prestazione sanitaria presso una apposita macchinetta posta nell’atrio di un ospedale, non riceve ne ricevuta di pagamento ne restituzione del denaro?
Risposta: la società che gestisce le macchinette mangia soldi invitano i cittadini a ripagare il tiket dietro la promessa di un rimborso che avverrà nel tempo previsto di non meno di una settimana.
Questo è quanto successo ad un cittadino di Fidenza oggi che recatosi all’ospedale di Vaio per pagare il Tiket per una prestazione specialistica programmata per la giornata, dopo aver digitato l’importo e inserito il relativo importo in contanti (una bella sommetta) si è ritrovato a dover leggere sullo schermo della macchinetta la scritta errore senza che essa abbia rilasciata ricevuta o restituito il denaro.
Contattata la ditta che gestisce le macchinette, e dopo avvenuta verifica che effettivamente vi era stato l’errore della macchina, la ditta stessa ha invitato il cittadino a fornire i propri dati per il rimborso che non poteva avvenire prima di una settimana e ad anticipare nuovamente il pagamento del tiket.
Situazione davvero paradossale, trattandosi di una cifra davvero considerevole che ha suscitato la veemente protesta del cittadino che solo grazie all’intervento di alcuni funzionari degli uffici amministrativi e dell’ufficio cassa che preso a cuore il problema, dopo una trattativa telefonica con la ditta stessa, dopo oltre un’ora abbondante sono riusciti a farsi inviare via fax un documento che attestava l’errore e con il quale il cittadino ha potuto effettuare la visita con la promessa di pagare il tiket nel momento in cui riceverà il rimborso.
Morale: alla gentilezza e alla disponibilità del personale ospedaliero spesso si oppongono procedure e regolamenti che vanificano i loro sforzi di ottimizzazione del servizio e mettono i cittadini nelle condizioni di subire un disservizio.
Non resta che fare i ringraziamenti al personale da parte nostra e da parte del cittadino interessato, con l’auspicio che l’episodio odierno possa servire per evitare che in futuro una macchinetta mangia soldi possa ancora creare disservizi e mettere in cattiva luce il funzionamento di un ospedale tra i primi in Emilia Romagna.

Botta e risposta con Carduccio Parizzi

Ricevo da Carduccio Parizzi la mail che pubblico per intera e alla quale mi permetto di rispondere.

non riesco a postarla nei commenti, te la mando via mail


... ben strano, due anni fa, invitati da Rifondazione Comunista,  una sera al Ridotto del Magnani due esponenti della "Casa della Legalità e della Cultura" autori di un documentatissimo libro dal titolo "Tra la via Emilia i il Clan"...
... così, a quel tempo, scrivevo: <