mercoledì 5 settembre 2012

Consiglio comunale: la casa di tutti non un teatrino per pupi siciliani


Consiglio comunale: la casa di tutti non un teatrino per pupi siciliani
'Nu rre, 'nu maggistrato, 'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt' 'o punto
c'ha perzo tutto, 'a vita e pure 'o nomme
tu nun t'he fatto ancora chistu cunto?
Il grande Toto recitava cosi nella sua più celebre composizione poetica “ A Livella”, le stesse parole della prima parte della frase potrebbero essere perfettamente usate per ricordare ai consiglieri comunali che varcando l’uscio della sala consiliare si cessa di essere ciò che ognuno è e rappresenta nella propria vita privata e si assume un ruolo di responsabilità collettiva dovuto ai voti dei cittadini che li hanno scelti per rappresentarli nella massima istituzione della vita cittadina.
Venire meno a quel ruolo e continuare a vestire i panni del proprio ego portando all’interno del consiglio rancori e diatribe che nulla hanno a che vedere con la vita cittadina ma solo uno stupido ed inutile inseguire delle vendette personali, non solo offende la dignità del Consiglio Comunale, ma anche l’intelligenza di tutte le persone che dai consiglieri comunali nell’esercizio delle proprie funzioni si aspettano comportamenti tali da poter divenire esempi da seguire e che ispirino fiducia nelle Istituzioni da parte delle nuove generazioni.
Quello che è successo negli ultimi mesi durante diverse sedute del Consiglio Comunale di Fidenza non merita alcun commento da parte mia, le immagini su You tube e le ricostruzioni giornalistiche parlano da sole, io a mia volta, da libero cittadino che ha contribuito con il proprio voto alla formazione di questo Consiglio Comunale, avverto il grande desiderio di rivolgere a tutti i consiglieri comunali un appello affinchè cessino le disgustose manifestazioni di intolleranza reciproca e mancanza di rispetto e si torni ad un civile confronto politico, sia pure aspro nell’espressione del proprio pensiero ma che mai deve sconfinare nell’ingiuria e nella diffamazione del proprio avversario politico che rimane pur sempre un uomo o una donna che fuori dal Consiglio Comunale ha una propria famiglia, un proprio lavoro, una propria rispettabilità.
Tonino Ditaranto

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