venerdì 10 aprile 2015

Ciao Rocco

Si dice che il tempo lenisce i dolori, non so quanto potrà essere vero, sta di fatto che non riesco proprio a capacitarmi che tu non ci sei più.  Ho sperato più volte in questi giorni di potermi risvegliare da un bruttissimo sogno e di chiamarti per poter prendere un caffè e insieme ridere e scherzarci sopra come spesso abbiamo fatto e continuare a prenderci in giro cosi come tanto ci piaceva fare. Era il nostro modo di dimostrarci quanto grande era l’affetto che ci legava, un legame che affonda le proprie radici nei lontani anni settanta e che nel tempo è cresciuto al punto di essere diventato una grande quercia che intemperie e avversità non sarebbero mai riuscite a scalfire.
In tanti in questi anni mi hanno chiesto che senso ha continuare ad avere un ideale come punto di riferimento; ecco oggi la risposta mi viene naturale: avere la fortuna di aver avuto come compagno di lotta uno come Rocco Luberto ti ripaga di tutte le delusioni, le amarezze e le mazzate sulla schiena che la politica ci ha riservato e che ogni volta puntualmente ci siamo messi alle spalle consapevoli che l’emozione che si prova nel combattere  per un mondo migliore è la gratificazione più alta che l’uomo possa ricevere.

Arrivederci Rocco, vai per la strada che il destino ha voluto tracciarti, un giorno ci rincontreremo, ma fino ad allora continuerò la battaglia anche per te e se mai dovessi avere dei tentennamenti mi basterà ricordare l’amico, il fratello, il compagno che sei stato.
Tonino

sabato 21 febbraio 2015

Proposta di costituzione di osservatorio ambientale cittadino

Abbiamo parlato spesso negli ultimi tempi delle problematiche legate all'ambiente che si sono verificate  a Fidenza. Quelli relativi a Solveko, con le analisi fuori norma dell'estate scorsa, e l'incidente del mese scorso che ha visto due donne fidentine ricorrere alle cure del pronto soccorso per problemi respiratori, non sono gli unici problemi legati all'ambiente che coinvolge la nostra collettività; vi sono altri casi meno eclatanti ma riguardevoli anch'essi di uguale considerazione e che spesso vengono presi sotto gamba anche perchè i tagli del Governo centrale alla spesa degli enti preposti al controllo ambientale non consentono un monitotaggio ottimale dello stato di salute del nostro territorio.
E' per questo,  senza alcuna polemica o eventuali retro pensieri, che mi accingo a lanciare la proposta della costituzione di un comitato cittadino, che veda coinvolte alche le forze politiche e associative, che si assuma il compito di affiancare le Istituzioni preposte nel monitotaggio del territorio fidentino al fine di ottimizzare, anche con contributi di medici e tecnici volontari esterni, il lavoro degli enti preposti alla salvaguardi della salute del nostro territorio.
Mi auguro vivamente che questa mia proposta possa essere in qualche modo accolta e elaborata in primo luogo dall'Amministrazione comunale e da tutto il panorama consigliare al fine di fare fronte comune per la tutela dell'ambiente in cui viviamo.
Tonino Ditaranto

sabato 7 febbraio 2015

il peso dell'omertà

MAFIA
Ti sveglierai un giorno con la schiena curva
senza alcuna caduta, senza alcuna malattia,
senza riuscire ad alzarti
tanto forti saranno le sferzate ricevute.
Eppure non le avevi cercate,
ne qualcosa avevi fatto per meritare
una tale vile punizione.
La prima volta vennero con fare gentile,
con caritatevole parola si appellarono
alla tua grande bontà.
Li aiutasti convinto che fosse la cosa buona,
cosi non fu,
ma il primo atto del loro infame tradimento.
Si offrirono di essere i tuoi protettori,
e tu colpevolmente accettasti,
non prima però di aver visto il fuoco
divorare il frutto del tuo sacrificio.
A nulla valsero i rifiuti
a nulla valsero le preghiere,
Cedesti una volta
e continuasti a cedere per sempre.
Quello che un giorno era tuo,
oggi tuo non è più,
e a te non resta che una  schiena piegata
sotto al peso dell’enorme macigno
della tua colpevole omertà.

venerdì 6 febbraio 2015

I cravattari

Tutto come previsto; la BCE, la Troika e la Germania in testa si affrettano a richiamare Tsipras e la Grecia al mantenimento degli accordi, senza alcuna dilazione sulla restituzione dei prestiti e dichiarando di fatti carta straccia i bond ellenici e neanche cinque minuti dopo il nostro bamboccio nazionale, leccaculo dichiarato della grande finanza europea, si rimangia le aperture di credito espresse a Tsipras neanche 24 ore prima e si affretta a prendere posizione a favore della politica usuraia imposta dalla Merkel.

Carissimo presidente del Consiglio, potevi anche evitare di regalare una cravatta a Tsipras, prima perché la Grecia non ha bisogno di stupidi regali, a stringere la cravatta al collo dei greci ci pensa già la BCE, poi perché il popolo greco è cosi preso per il collo che ha bisogno di soldi e solidarietà vera, non quella che esce dalle bocche di balordi che non hanno mai avuto problemi di morire di fame. Sia ben chiaro, se salta la Grecia, salta l’Italia e a ruota tutti i Paesi dell’area del Mediterraneo. Lo stesso Obama, parlando al Congresso americano ha dichiarato che non si può continuare a spremere come dei limoni quei popoli che sono già fortemente compromessi da una economia in recessione, mentre noi italiani, che siamo senza ombra di dubbio il popolo più vicino per cultura, tradizioni, storia e arte a quello greco, vergognosamente ci tiriamo indietro e rifiutiamo di aiutare questo popolo nostro fratello. La troika sta affamando il Mediterraneo e invece di fare fronte comune con Grecia, Spagna e Portogallo per evitare lo strozzinaggio della Germania, noi preferiamo metterci sotto le ali della troika per continuare ad avere qualche briciola di privilegio che poi paghiamo a caro prezzo. La Comunità Europea era nata per rafforzare lo spirito di solidarietà tra i popoli e non per spremere i popoli più deboli per rafforzare quelli più forti. Se l’Europa unita deve significare quello che stiamo assistendo in questi giorni, allora tanto vale venirne fuori perché con la nostra cultura e la nostra inventiva sapremo sicuramente camminare da soli meglio di quanto oggi non lo facciamo su una strada tracciata da gente che con l’Italia e la sua storia non hanno nulla a che spartire.

giovedì 5 febbraio 2015

Mafia è annientamento della dignità!!!

Non può esserci lotta alla mafia se non c’è il rispetto per il bene comune.
In Emilia 160 arresti per associazione di stampo mafioso tra affiliati alle cosche della ndrangheta, politici e imprenditori in una delle più grandi operazioni di polizia degli ultimi decenni. Credo che il vaso di pandora sia stato solo leggermente scoperchiato e spero che quando il coperchio sarà tolto del tutto la società civile potrà tirare un sospiro di sollievo. Questo però non deve farci abbassarla guardia, ne smettere di continuare in una lotta contro la criminalità organizzata che non può avere tentennamenti ne cali di pressione. I fatti dell’Emilia sono stati ispirazione di una parte del discorso di insediamento del Capo dello Stato Sergio Mattarella martedì scorso davanti alle Camere riunite; nulla da eccepire, se non il fatto che la lotta alla mafia non può prescindere da una ricerca costante della cultura della legalità e del bene comune profondamente compromessa negli atteggiamenti quotidiani ormai di buona parte della società civile.
Si diceva una volta che la mafia per uccidere usava la pistola; oggi alla pistola si è aggiunta la penna stilografica. Una semplicissima metafora per dire che mafia non è più solo quello che una volta poteva essere identificata con la strategia dell’intimidazione per appropriarsi di un territorio, oggi, sempre più spesso l’azione criminale si identifica con la gentilezza dei modi di coloro che intrecciano rapporti d’affari e di scambi di favori con parte di quella società istituzionale che invece dovrebbe garantire uguali diritti e opportunità a tutti i cittadini. In una società dove i diritti individuali e il bene comune non sono più garantiti dalle Istituzioni democratiche, la ricerca di un by pass al fine di raggiungere uno scopo, sia pure legittimo come la ricerca del lavoro, si insinua in maniera culturale nel modo di pensare anche delle persone normali al punto da spingerli a sentirsi legittimati all’uso di scappatoie anche illegali pur di raggiungere un proprio diritto. Questo senso ormai comune a tanti che la legalità si può anche scavalcare, fa si che anche chi mafioso non lo è mai stato possa accettare con indifferenza tutto ciò che gli succede intorno e permette l’incrementare della azioni della mafia e la collusione con apparati della società civile che invece dovrebbero essere i baluardi della legalità e del rispetto del bene comune.  Gli unici due scopi che perseguono le associazioni criminali, sono il denaro e il potere, denaro e potere che neanche a farlo apposta sono oggi gli stessi scopi che oggi interessano i comitati d’affari che si sono impadroniti dell’intero panorama politico italiano, non escluso quelle zone, come l’Emilia che per la loro natura sociale erano state per anni la roccaforte della legalità contro l’azione mafiosa.  Sono anni ormai che si parla di infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna, forse anche per questo i fatti della scorsa settimana non hanno meravigliato nessuno e per quanto possano essere stati definiti da qualcuno come un mezzo terremoto, la gente comune li ha accolti con molta indifferenza. Non è un caso infatti che nel pensiero comune ormai da tempo vi è una sorta di rassegnazione verso un modo di fare di buona parte delle Istituzioni. Non c’è appalto o lavoro pubblico o assunzione che non susciti nel pensiero comune il sospetto dell’imbroglio anche quando tutto si è svolto regolarmente, cosi come nessuno più si indigna per la squallida pratica dei sub dei sub appalti o l’utilizzo di manovalanza a basso costo magari con l’ausilio di caporali reclutatori di poveri cristi, che si è impadronita del mondo del lavoro e quello che più è peggio anche di quei settori dell’economia nati per contrastare il lavoro nero ma diventati anch’essi primi utilizzatori, come il mondo della cooperazione.

Non passa giorno che non si apprende dai giornali di qualche cooperativa finita sotto inchiesta per comportamenti di estrema scorrettezza nella gestione delle proprie risorse o nel trattamento riservato ai propri dipendenti o peggio fallite per azioni truffaldine come successo alla Coop. Edile G. Di Vittorio di Fidenza. Forse non centrano nulla con le azioni di infiltrazioni di carattere mafioso, ma non sono esse meno colpevoli solo perché non hanno collegamenti con qualche ndrina; sono esse stesse parte di un sistema che truffa lo Stato e i suoi cittadini, mortifica le maestranze e annienta la dignità delle persone. La mafia per assicurarsi il potere lo fa attraverso l’annientamento della dignità, per questo tutto ciò che è palesemente contro la dignità delle persone non può essere altro che mafia, sia essa organizzata in maniera classica, sia essa nascosta dietro la maschera della politica, dei comitati d’affare e spesso anche delle Istituzioni. 

sabato 31 gennaio 2015

Buon lavoro Presidente

Quante volte in questi ultimi decenni, mi sono ripetuto che avvertivo fin’anche nostalgia e quasi rimpianto per quei politici democristiani che tanto avevo combattuto ma nei confronti dei quali provavo comunque stima per la loro condotta ideologica e morale decisamente più elevata rispetto ad una classe dirigente anche di centrosinistra che si è rivelata non solo fallimentare ma in molti casi collusa con i poteri mafiosi e con le grandi lobbies finanziarie? Bene, oggi un uomo di quella Democrazia Cristiana, quella di Moro e Zaccagnini, quella che, superando le grandi difficoltà interne alla DC,  ritenne possibile una intesa anche con i Comunisti per sconfiggere il terrorismo e rilanciare la lotta alla Mafia,è salito al Quirinale.
Potrebbe sembrare da queste prime considerazioni che io sia contento della scelta fatta dal Parlamento, cosi non è; rimango pur sempre un comunista e vedere un democristiano al Quirinale non mi farà fare certamente salti di gioia, come d’altronde non posso far finta di dimenticare le azioni che hanno visto protagonista il Presidente Mattarella in un passato non tanto lontano sia sulla vicenda del suo non riconoscimento della relazione esistente trà malattie tumorali leucemiche e uranio impoverito, sia il coinvolgimento stesso dell’Italia nella guerra dei Balcani con Mattarella Ministro della Difesa. A sua discolpa però va il fatto che fosse un Ministro di Governi cosiddetti di centro sinistra ( D’Alema e Amato) ai quali vanno imputate le colpe di quella sciagurata avventura italiana. Da Mattarella però non mi aspetto grandi cose, mi aspetto invece, e credo che su questo lui abbia tutte le qualità che servono per poterlo mettere in pratica, quel ritorno al rispetto delle Istituzioni e della Costituzione italiana che la politica ha fortemente messo in discussione negli ultimi anni e che Napolitano non è stato in grado di garantire. Un giudice costituzionalista e un uomo fortemente ferito negli affetti famigliari da un vile attentato mafioso, dovrebbero essere garanzia affinchè l’azione del Parlamento e del Governo siano improntate alla emanazione di leggi e provvedimenti che vadano nella direzione del massimo rispetto della Costituzione e della Legalità. Non faccio salti di gioia dicevo, ma non posso neanche non riconoscere il grande messaggio politico che viene oggi dal Parlamento con la scelta del Presidente. Nei numeri certamente, Mattarella raccoglie quasi i due terzi dei suffragi, ma anche e soprattutto nel modo in cui si è arrivati alla sua elezione e che a mio avviso segna uno dei pochi lati positivi della politica degli ultimi decenni. Tutti si affrettano a riconoscere i grandi meriti di Renzi nella vicenda e la sconfitta di Berlusconi; Forza Italia ha accusata certamente il colpo, ma io non sarei tanto sicuro che il vincitore assoluto di oggi sia proprio il nostro Premier. Se mai, ritengo sia giusto il contrario. Erano altri i nomi su cui puntava Renzi, questo è noto da tempo, come altre erano le aspettative politiche, visto che è impegnato in un progetto di riforme proprio con Berlusconi e oltretutto se c’è un uomo oggi nelle istituzioni che può mettergli i bastoni tra le ruote proprio su quelle riforme a cominciare dalla legge elettorale, quello è proprio Mattarella. Allora perché questo improvviso cambio di rotta da parte di Renzi? E’ risaputo ormai da diversi mesi che l’indice di gradimento del nostro premier, dopo l’apice raggiunto con le elezioni europee, è in caduta libera negli ultimi periodi, non solo nel Paese, ma anche nelle sue stesse truppe cammellate; il suo continuo forzare la mano su provvedimenti mal visti dal suo stesso partito, ha portato il PD ad una forte spaccatura nelle ultime settimane che lo ha costretto ad accettare voti determinanti da Forza Italia per approvare la riforma elettorale al Senato che in caso contrario avrebbe significato una caduta certa del Governo; ultima considerazione non meno importante delle prime è la grande vittoria di Tsipras in Grecia che non ha solo ricostruito una sinistra in quel Paese, ma ha dimostrato all’Europa che opporsi ai diktat della troika e della Germania è possibile ed è anche indispensabile se si vuole rilanciare un futuro per i Paesi del sud Europa. Per queste ragioni, quello che molti critici si affannano a definire il grande capolavoro di Renzi, io ritengo sia di fatti la sua waterloo; la sconfitta di quella politica dell’arroganza e dello strapotere cui ci aveva abituati Berlusconi, cosi follemente imitata da Renzi e la rivincita della politica del dialogo. Se proprio dovessimo  dare dei riconoscimenti in questo momento per il risultato ottenuto con la elezione di questo Presidente della Repubblica, credo che tali riconoscimenti andrebbero dati a Pier Luigi Bersani che ha saputo mantenere compatti gli uomini del PD che a lui fanno riferimento e che di fatti ha costretto Renzi a scegliere l’unità del partito e ha rompere il patto del Nazareno.

Tonino Ditaranto

giovedì 22 gennaio 2015

SOLVEKO: CI RISIAMO!!!!!

Solveko: ci risiamo!!!!
Ci risiamo, dopo le analisi con valori alle stelle dell’estate scorsa, in questi giorni è ancora la Solveko di Rimale a tenere i cittadini di Fidenza con il fiato sospeso.
Dalle voci che si fanno sempre più insistenti, pare ormai certo che alcuno giorni fa nella fabbrica che tratta rifiuti speciali, si è verificato un incidente; sembra che per problemi ad una valvola di sicurezza, un notevole quantitativo di liquidi si sono riversati nei terreni circostanti e che si è dovuto ricorrere ai vigili del fuoco per la messa in sicurezza dell’area mediante aspirazione dei liquidi fuoriusciti e successivo posizionamento di sabbia al fine di bonificare l’area interessata. Sembra anche che alcuni cittadini abitanti nei pressi dell’impianto hanno avvertito malori e sono dovuti ricorrere alle cure mediche.
Questa la notizia; rimane il rammarico per la colpevole faciloneria con la quale l’Amministrazione provinciale Bernazzoli, e la giunta Cantini autorizzarono nel 2009 il raddoppio della produzione alla ditta Solveko e altrettanto rammarico per la fretta con cui fu archiviato da parte dell’attuale Consiglio Comunale il problema dei valori alle stelle dell’estate scorsa.
Ma si possono trattare problemi relativi all’ambiente e quindi alla salute pubblica con tanta irresponsabilità?
E’ notizia di alcune settimane addietro anche il fatto che il Consiglio Comunale ha bocciato una mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle che chiedeva di opporsi alle trivellazioni per la ricerca di Idrocarburi nel territorio di Fidenza, previsto con il piano energetico inserito nella legge “sblocca Italia”e la ragione “singolarissima”, a detta dello stesso segretario e capogruppo del PD, era esclusivamente dettata dal fatto che non potevano approvare una mozione dei 5 stelle. Signori, questo non è fare politica, qui si gioca con la salute della gente.
Mi auguro che questo nuovo episodio faccia riflettere un po’ tutti, consiglieri comunali e cittadini, perché con la salute delle persone non si può scherzare.

Tonino Ditaranto