mercoledì 6 luglio 2011

Incidenti in Val di Susa-Precisazioni di Franco Bifani

Dal Prof Franco Bifani, valido collaboratore e coautore di Voceliberafidenza,  riceviamo la seguente lettera inerente il fermo della figlia Marta durante gli incidenti in Val di Susa e relative ad alcune dichiarazioni che lui stesso avrebbe rilasciato, apparse sulla stampa nazionale e locale, rivelatesi del tutto non veritiere.
Al Prof. Bifani confermiamo tutta la nostra più sincera stima e tutta la nostra solidarietà per l'intera vicenda.


Con riferimento ad un  articolo, riguardante la situazione di mia figlia, Marta Bifani, apparso su Il Quotidiano-Polis di oggi, mercoledì 6 c.m., tengo a precisare, a sottolineare  ed a smentire alcune cose.
L’articolo, a pag. 6 del suddetto quotidiano, ripreso quasi per intero da La Stampa di ieri, riporta una supposta, mai avvenuta e mai autorizzata intervista che io avrei rilasciato ad un giornalista del quotidiano torinese, nel pomeriggio di ieri. 
Costui, dopo un giro informativo di ore presso varie fonti, ufficiali ed ufficiose, per racimolare notizie su di me  e su mia figlia Marta, si è inventato un’intervista che mai gli ho rilasciato ed alla quale, senza alcun tatto e senza un briciolo di umanità e comprensione, mi aveva subito invitato, perentoriamente, appena dopo avermi colpito con la notizia dell’arresto e della carcerazione di Marta, notizia che io, effettivamente, ignoravo del tutto. Ma si sa, i quotidiani vogliono le loro vittime sacrificali, giorno dopo giorno, da dare in pasto al Moloch del pubblico filo-gossiparo. 
Ad una seconda ed insistente richiesta, via mail, sempre a quel giornalista, avevo risposto con la frase,  in seguito maliziosamente ed artatamente enucleata, circa quello che ci si poteva aspettare, ai tempi, se un giornalista avesse chiesto, con le debite differenze sul piano dell’illegalità, ai genitori di famosi dittatori genocidi, l’eventuale eziologìa del loro comportamento: appunto, vattelapesca!.
Ma  non mi sono mai permesso di esprimere, ad un perfetto sconosciuto, per telefono, potendosi trattare di chiunque, anche di un  becero buontempone, certe frasi lesive ed insultanti sul grado intellettivo ed etico di mia figlia Marta. Quando, come, dove e perchè io avrei poi frignato la mia impotenza educativa sulle larghe spalle del cronista piemontese? Il quale, fra l’altro, nel suo articolo su La Stampa, usava, nei miei confronti, un linguaggio sottilmente ironico, se non sarcastico. Quanto poi all’articolo redatto da Chiara De Carli su La Gazzetta, sempre di oggi 6 c.m., mi domando se fossero necessari certi passaggi con giudizi suoi valoriali, acidi e beffardi, sul comportamento di mia figlia Marta, prima e dopo il suo percorso ideologico ed esistenziale, mettendo in bocca alla sorella maggiore, Chiara, frasi che la medesima non ha mai pronunciato nei confronti di Marta.
Franco Bifani

8 commenti:

Chiara De Carli ha detto...

Pur comprendendo le motivazioni che possono aver spinto il signor Bifani scrivere queste righe, vorrei precisare che la frase da me attribuita a sua figlia (di cui non avevo fatto il nome per tutelare la privacy della famiglia, seppure l'intera vicenda fosse già su diversi canali web)è stata effettivamente pronunciata (insieme ad altre cose) pertanto spero che, per onestà, il signor Bifani voglia parlare con Chiara e rettificare almeno questo punto.
Non mi sembra di aver dato giudizi sulla questione che li ha visti, seppur indirettamente, coinvolti ma di avere, anzi, posto dei dubitativi quando disponevo anche di valide conferme a quanto affermato. Può essere che la figlia si trovasse sul posto con una roncola per tagliare le viti dell'uva? Non essendo compito mio nè accertarlo nè giudicarlo non mi pare di avero fatto. La notizia è: "era armata di una grossa roncola e l'hanno arrestata". I giudizi sui valori li daranno, semmai, gli altri.

Franco Bifani ha detto...

Allora, se vogliamo parlare di tutela della privacy, mi chiedo e chiedo, in ispecie, alla De Carli, come mai fosse a conoscenza del numero di cellulare di mia figlia Chiara, che, fra l'altro, lo ha cambiato di recente. Ci sono, infine, fior di ragazze come tutte le altre -per riprendere un'espressione della corrispondente- ed ammesso e non concesso che Marta fosse armata di roncola, le quali in mano tengono ben altro, da mane a sera, sono rispettate ed elogiate dalla buona società,e percorrono pure carriere rapide e folgoranti, come dimostrano fatti recenti e preteriti, da secoli e da millenni.

Chiara De Carli ha detto...

Il numero di sua figlia è su internet. Se fa una breve ricerca con Google lo può trovare anche lei.

Fanco Samara Bifani ha detto...

No, Chiara, mi premurerò di cercare il suo, per presentarLe proposte horror, a scadenza settimanale, sul tipo di quelle del film "The ring".
Samara Bifani

Chiara ha detto...

Era solo per dirle che il suo "non si sa come" (che fa pensare che io abbi frugato in chissà quale archivio segreto) era fuori luogo visto che basta pochissimo per trovarlo. Se però lei prende le cose così (anche se sper sia una battuta) il dialogo è presto chiuso. Se invece le fa piacere chiamarmi per avere un chiarimento, non ho assolutamente nessun problema.

Padre Franco Bifani ha detto...

Chiara, io non ho portato mai rancore contro nessuno e niente; perchè dovrei iniziare da Lei, che, fra l'altro, penso che abbia suppergiù l'età delle mie figlie? Mi sembra lampante che la mia ultima risposta conteneva una battuta; non saprei come e dove chiamarLa, dato che non ho il Suo numero, né del fisso, né del cellulare. Mi chiami Lei, se vuole, sono ancora in elenco, anche se padre di un'indagata per crimini contro l'umanità. Le assicuro che sono una persona cortese, persino con i poveracci dei call centers che mi tempestano di offerte per vino, olio, prodotti cosmetici, contratti telefonici e simili; bisogna sempre essere in grado di mettersi veramente nei panni altrui. Lei provi ad indossare, per un attimo, le mie povere vestimenta di padre, in una simile occasione, io ho già fatto nel tentativo, grande e grosso come sono, a 66 anni, di entrare nei suoi abiti femminili, con buoni risultati. Pax et bonum!

Bukowski ha detto...

chiara siamo con te, i black block non sono comunisti sono solo dei violenti. Noi comunisti siamo brava gente che crede nei valori del lavoro e dell'uguaglianza sociale.....

Charles Bukowski

Franco Bifani ha detto...

Bravo Bukowsky, ma ti sei dimenticato che ci sono stati fior di comunisti, come Mao, Pol-Pot, Stalin e compagnia, Castro, Ho-Chi-Minh, che hanno fatto milioni e milioni di vittime. Ripassati la storia, prima di parlare a vanvera; e ricordati anche che ci sono stati diecine e centinaia e migliaia di bravi cristiani,cattolici, protestanti, calvinisti,perbenisti e benpensanti come te, che hanno ucciso in malo modo chi non la pensava esattamente come loro. Ed ora come ora, tanti bravi fedeli islamici tagliano mani, teste, lapidano, impiccano; tutto perchè vogliono imporre la loro ideologia o la loro fede!